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L'ospite e il menù dei sapori semplici, l'accoglienza ritorna alle origini del gusto


Una cena preparata per ospiti con cui non si ha troppa confidenza, organizzata per motivi di lavoro ma che si intuisce possa portare nuove amicizie, è una buona occasione per rivedere il menù e valorizzare il gusto semplice di antiche ricette per comunicare l'accoglienza in famiglia.

L'occasione si è presentata pochi giorni fa quando l'ospite a casa è stato il prof. Giordano Bruno Guerri, presidente de Il Vittoriale degli Italiani di Gabriele d'Annunzio, in visita a Castelvecchio Pascoli per un progetto in comune per la valorizzazione del Poeta Giovanni Pascoli in relazione con Giacomo Puccini e Gabriele d'Annunzio.


"I sapori antichi del luogo non possono che essere quelli giusti", suggerisce Francesco che, come un alchimista dei fornelli non esita a comporre il menù.


Dusia, nella foto con il Prof. Guerri suggerisce di cuocere con il forno a legna, il sapore è assicurato, antico e inconfondibile.

La farina è uno degli ingredienti che non può mancare e quella del Mulino di Piezza a Ponte di Campia, poco prima di raggiungere Castelnuovo Garfagnana, attivo dal 1736, è una sicurezza dove trovare i grani antichi come il Verna per il pane fatto in casa e la focaccia.


L'arrosto alla barghigiana, con faraone alle olive, arista e patate è stato il piatto principale, accompagnato da finocchietti al gratin e fagioli all'uccelletto, il piatto preferito anche da Indro Montanelli, come ci ha raccontato Giordano Bruno Guerri.


La crostata alle arance amare di Marcella, il castagnaccio di Stefania con la ricotta, quella vera del pastore della Serra e i formaggi, anche questi "veri" comunicano tutta la semplicità della casa e l'accoglienza più calorosa.


I fiori del giardino, i lillà e il gelsomino di Stefania sono stati un omaggio d'annunziano all'ospite come i dipinti del teatro pascoliano di Sandra Rigali che con Mariù Pascoli, lo Zì Meo e altri caratteri letterari hanno fatto da cornice alla cena.


L'arte in cucina è un grande tesoro che abbiamo, un prezioso valore culturale da riscoprire soprattutto attraverso il gusto dei sapori della tradizione.



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